Eventi
Franco Beraldo. AZZURRO ROSSO NERO. L'URGENZA DEL COLORE
Domenica 7 DICEMBRE 2025 alle ore 17:00, presso il Centro Culturale Conti Agosti di Mareno di Piave, Fondazione Ambrogio ed il Comune di Mareno di Piave avranno il piacere di inaugurare la personale dedicata all'artista mestrino Franco Beraldo.
La mostra, a cura di Lorena Gava, sarà visitabile tutti i sabati e le domeniche dal 7 dicembre 2025 al 18 gennaio 2025 dalle 15:00 alle 18:00.
Franco Beraldo
Nato nel 1944 a Meolo, nell’entroterra veneziano, Franco Beraldo si trasferisce a Mestre con la famiglia e inizia giovanissimo a dedicarsi alla pittura suggestionato dall’astrattismo americano e dall’iconografia bizantina. In seguito si apre all’influenza di Giorgio Morandi per poi attraversare una fase d’ispirazione metafisica nella rappresentazione del paesaggio. Nel 1979 partecipa al Premio Burano e lo vince nell’edizione del 1981 diretta da Neri Pozza e Guido Perocco. Nell’aprile dello stesso anno espone a Padova presso la Galleria L’Alfiere; si tratta della prima di una lunga serie di mostre personali, tra cui quella alla Galleria della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia nel 1986, e di partecipazioni in esposizioni collettive tenute in numerose città italiane ed europee. Comincia a utilizzare la tecnica dello strappo d’affresco e nell’arco di pochi anni ne diventa uno dei più apprezzati e originali interpreti. Nel corso degli anni Ottanta e Novanta intensifica le esposizioni in spazi pubblici, avviandosi, al principio del nuovo secolo, verso una composizione sempre più astratta e informale del suo lavoro. Comincia nel contempo a frequentare le fornaci di Murano e a collaborare con i più importanti maestri vetrai dell’isola. Vince per due anni di seguito il Premio Murano nella sezione “Fornace” e nel 2013 espone in Cina all’Hangzhou International Design Festival, con una mostra incentrata sulla produzione di vetri. Nel 2015 Padova accoglie al Centro Culturale San Gaetano, un’ampia mostra antologica introdotta da Virginia Baradel e Stefano Annibaletto. Nel 2016 un suo lavoro in vetro è inserito nella mostra organizzata presso il Museo del Vetro di Murano “Murano Oggi - Emozioni di vetro”, a cura di Gabriella Belli e Chiara Squarcina; pubblica inoltre una raccolta di opere su carta associate da haiku, scritti per l’occasione dal filosofo Salvatore Lavecchia. Nel 2018 la Fondazione Musei Civici di Venezia gli dedica una mostra omaggio nelle sale del Centro Culturale Candiani di Mestre, a cura di Gabriella Belli e Elisabetta Barisoni. A partire dal 2020 partecipa di anno in anno a “The Venice Glass Week”, la manifestazione veneziana dedicata al vetro muranese. Nel 2021 espone a Treviso nello Spazio Lazzari e al Museo Civico d’Arte Palazzo Ricchieri di Pordenone. Realizza inoltre una mostra antologica a Palazzo Bottagisio di Villafranca di Verona con testo a catalogo di Alberto Rigoni. Nel 2023, promossa dai Musei Civici di Padova, presenta all’Oratorio di San Rocco, un’ampia installazione site-specific in vetro di Murano, con testi a catalogo di Stefano Annibaletto e del filosofo Marcello Ghilardi. Nel 2024, in occasione dei suoi ottant’anni, espone a Venezia, Fondazione Bevilacqua La Masa, Palazzetto Tito, il risultato più recente della sua ricerca artistica, presentato da Ernesto L. Francalanci. Nel 2025 realizza su richiesta di Stefano Annibaletto un ciclo di dipinti da esporre nella sale del museo Dino Formaggio a Teolo. In occasione di “The Venice Glass Week”, presenta opere in vetro soffiato alla Galleria Marina Bastianello di Venezia.
IDEE, PENSIERI E RIPENSAMENTI: taccuino di scritti e disegni del Maestro GIANNI AMBROGIO
Sabato 7 dicembre 2024 è stato presentato il taccuino di scritti e di disegni del Maestro Gianni Ambrogio, dal titolo: Idee, pensieri e ripensamenti, a cura di Lorena Gava, Antiga Edizioni.Si tratta di una raccolta di scritti e disegni autografi, databili tra il 2010 e il 2016, che ci parlano dell’autore, delle sue riflessioni sulla vita, sul mondo, sull’arte, sulla morte. Emerge uno spirito vivo, pungente, ironico e autoironico. La calligrafia chiara e rigorosa, l’ordine compositivo e le date siglate conferiscono una sorta di ritmo ad un flusso di parole che sgorga da considerazioni meditate e profonde che offrono importanti chiavi interpretative per leggere l’esperienza artistica e umana dell’artista trevigiano. Gli scritti attestano la convinzione che l’arte è poesia, commozione, magia, “terapia che allontana dalla follia”. I disegni realizzati a penna con linee fitte e dense traghettano parole, emozioni, risuonano come una musica jazz ed evidenziano l’abilità espressiva, tecnica e compositiva di uno tra gli autori più significativi dell’arte contemporanea. Soggetto privilegiato è la figura umana con tutte le fragilità, le incertezze, i dubbi e le contraddizioni che distinguono e accompagnano il suo agire quotidiano nel tempo e nel mondo. Ad accompagnare la presentazione di questa nuova pubblicazione, il riallestimento, nelle sale della Fondazione, della mostra: Gianni Ambrogio. Un artista che ha lasciato il segno, con le opere appartenenti alla Fondazione stessa che offrono un viaggio straordinario nell’universo poetico e figurale di un pittore originale e “trasgressivo” che ha saputo indagare leggere la storia e l’anima dell’uomo con rara autenticità, grande efficacia e notevole determinazione.
ASPETTI DELL'ARTE PRESENTE: riverberi di luce e colori
Dall’8 al 27 maggio 2022 Casa dei Carraresi via Palestro, 33/35 - Treviso
Ingresso libero dal mercoledì alla domenica 15:00 - 20:00
nel rispetto delle normative COVID
Se il nostro territorio è noto per il lavoro e la produttività, in una società che diventa sempre più frenetica e ricca economicamente ma paradossalmente sempre più “povera” per l’inaridirsi della nostra sensibilità culturale, diviene di fondamentale importanza creare nuovi spazi di riflessione che sappiano riavvicinarci al mondo dell’arte e alla valorizzazione di questa in ogni sua forma.
Ecco che, allora, questa idea pensata per narrare un momento di storia dell’arte italiana contemporanea meriti d’essere promossa e valorizzata al meglio come momento prezioso di crescita individuale e di arricchimento interiore.
Penso che, essere partiti con un nodo espositivo in più sedi dedicato all’artista Domenico Boscolo Natta (Chioggia, 23 settembre 1925 - Piombino Dese, 5 gennaio 2002), significa legare alcune città venete, simboli di tutto quel territorio che va dal Garda al Tagliamento, alla celebrazione di una cultura creativa dai connotati molto chiari, legati alle origini storiche e cromatiche della laguna e dei suoi rapporti con l’oriente, per i quali Boscolo ne era un significativo rappresentante.
Quindi, portare all’attenzione del pubblico della nostra città, e non solo, uno spaccato dell’Arte Italiana “presente” esponendo le opere di 23 artisti significativi del panorama artistico nazionale significa rendere merito a chi in vita, più di qualsiasi altro, ha avuto la capacità di raccontare nelle sue tele il tema della “luce” e del “colore”.
Dal Rinascimento all’Astrattismo questo tema è entrato prepotentemente dentro l’opera d’arte non solo come effetto d’illuminazione della scena ma soprattutto come soggetto dell’opera medesima, con cui tutti si sono dovuti confrontare elaborandolo e rielaborandolo fino a farlo divenire fatto distintivo della propria sensibilità e capacità artistica. Oggi ci si chiede se questo tema è ancora visibile e percepibile all’interno dell’opera oppure se si sia arrivati ad una dimensione in cui la luce non è più un fenomeno fisico ma è diventata un fattore culturale dove l’illuminazione non è altro che la capacità di leggere e interpretare i segni.
A queste domande proveremo a rispondere con questa mostra e con le opere che in essa saranno contenute, in cui proveremo ad esaminare la luce ed il colore come fattore interiore dentro ed oltre la materia.
Curata come un’unione di più “personali” questa collettiva vuole quindi rappresentare, attraverso le differenze, un’opportunità per cogliere le indicazioni dell’arte nell’articolarsi della pittura, un’occasione per ammirare le oltre 200 opere esposte di 23 artisti emergenti che, forti di una tradizione pittorica consolidata, hanno intrapreso percorsi di studio e di ricerca sulla contemporaneità dell’essere artista oggi, vivendo le contraddizioni e i conflitti dell’uomo moderno, attenti a coglierne i fenomeni sociali e culturali, caratterizzandoli con il proprio pensiero e le proprie opere.
Tutti vogliono esprimere le relazioni che intercorrono tra la natura e l’uomo, i sentimenti legati ai grandi temi della vita in una società contemporanea sempre in continua mutazione, collegando il visibile della realtà materica all’invisibile dello spirito umano, l’immagine all’immaginazione, la concretezza all’astrazione, il tempo presente al tempo che sarà.
L’obbiettivo di questa mostra vuole essere il superamento di una visione storico-museografica auto imposta come chiave espositiva di lettura provando a trasformare l’evento in un percorso di ricerca, aggregando in nuove composizioni espositive le opere e le storie di questi maestri nella convinzione che ogni opera è unica per la sua storia, per la tecnica, per il valore che assume in relazione alle altre opere, portando con sé un pezzo della vita e del lavoro di ciascun artista.
Tutto questo è stato possibile realizzarlo grazie alla collaborazione della Fondazione “Gianni Am - brogio” con le Amministrazioni Comunali di Mareno di Piave e di Ponzano Veneto, un surplus di grande valore anche per la realtà comunicativa dell'esposizione.
Penso che collaborare con l’Arte sia costruttivo non solo per la moralità dell'immagine che ne viene trasmessa ma anche perché l'arte permette di portare alla conoscenza delle grandi masse la bella identità di queste Amministrazioni “illuminate” di così ampie vedute filantropiche.
BOSCOLO NATTA: IL CANTO UMANO - Mostra antologica
L'inaugurazione si terrà domenica 3 aprile 2022 alle ore 11.00 presso Casa dei Carraresi a Treviso.
Presentazione critica di Sandro Gazzola.
Entrata libera
nel rispetto delle normative COVID
Boscolo Natta: un autoritratto labirintico
Casa dei Carraresi, via Palestro, 33/35 – Treviso
dal mercoledì al venerdì 15:00 – 20:00
sabato, domenica e festivi 12:00 – 20:00
Tel. 0422 513150
La nobiltà delle “cose” mute, testimonianze di vita
Fondazione Gianni Ambrogio, piazza Municipio, 42 – Mareno di Piave - TV
Sabato e domenica 15:00 – 19:00
Tel. 0438 308747
I volti, rivelazioni di dignità antiche
Barchesse Villa Rubbi-Serena - Casa dei Mezzadri, via dei Bersaglieri - Ponzano Veneto - TV
sabato e domenica 15.00-19.00
Tel. 0422 960329
Domenico Boscolo Natta nasce a Chioggia nel 1925. In questa città, dove ha vissuto per circa vent’anni, ha inizio il suo percorso pittorico.
Sono del 1942 i suoi primi dipinti ispirati alla tradizione dei pittori lagunari. Dal 1943 al 1945 le vicende belliche lo sottraggono alla pittura che riprende con entusiasmo dopo il suo trasferimento a Venezia.
Ha così modo di affinare la tecnica e il gusto del disegno e delle varie espressioni artistiche, attingendo anche dal contatto personale e visivo con gli artisti del periodo. Nel 1948 si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia frequentando i corsi della scuola libera del nudo. Agli inizi degli anni ’50 iniziano gli inviti alle varie manifestazioni artistiche veneziane e nel 1951 è invitato per la prima volta al Premio Burano.
Nel 1956 la Fondazione Bevilacqua La Masa gli assegna uno studio dove, naturalmente, può dedicarsi a tempo pieno alla pittura. Nell’autunno del 1960, insieme all’amico pittore Saverio Barbaro, si reca in Spagna dove soggiorna per un lungo periodo che si conclude nella primavera del 1961 con una mostra presso la Galleria Abril di Madrid. Negli anni successivi espone in Svizzera, prima a Losanna presso la Galleria Le Magasin (1963) e poi a Berna nella Galleria Haudenshil-Luber (1968).
Nello stesso anno inizia il ciclo di dipinti “Per una Croci ssione”, a cui 168 fa seguire il ciclo de “Gli Esclusi”, ovvero gli umiliati della follia.
Nel 1971 si reca ad Urbino per perfezionare la conoscenza delle tecniche incisorie, realizzando centinaia di matrici in rame e legno, opere che esporrà in diverse mostre in Italia e all’estero come nel 1973 in occasione della Rassegna di Graca a Belgrado, ex Jugoslavia e nel 1979 “Graca Veneta Contemporanea” al Museo Puskin a Mosca – U.R.S.S., Galleria d’Arte Moderna – Alma Ata/Almaty – Kazakistan e Museo dell’Hermitage – Leningrado U.R.S.S. Nel 1975 riprende lo studio sull’uomo con il ciclo di dipinti “I Guerrieri e le Cadute”, realizzando opere anche di grandi dimensioni.
Numerose sono le mostre personali allestite in varie città italiane e i premi su invito come il Premio Marche, Ancona (1961-1962) e il Premio Michetti, Francavilla al mare (1990). Espone alla Fondazione Bevilacqua La Masa con personali nel 1957, 1959, 1961, 1962, 1963, 1965, 1966 e 1967 e in collettive nel 1955, 1956, 1958, 1959, 1960, 1962 e 1986. Intraprende quindi un nuovo ciclo pittorico sul tema “Sacro e Profano” che esporrà nel 1982 con una grande mostra al Museo di S. Appollonia a Venezia e nel Convento di San Nicolò a Chioggia, replicata nel 1984 presso il Palazzo delle Esposizioni di Caorle. Vince nel 1988 il concorso per il “San Michele”, realizzando una grande tela da collocare nel Duomo di Mestre.
Numerosi sono ancora i suoi viaggi per meglio conoscere i movimenti artistici internazionali. Collabora con la galleria Medici di Carmel in California, Stati Uniti d’America. Ricordiamo nel 1999 la mostra antologica “Dalla pittura alla pittura: tra Cielo e Terra, Passato e Presente, Immaginario e Reale – opere 1985-1999” presso le sale espositive della Barchessa di Villa Rubbi-Serena a Ponzano Veneto – TV e nel 2001 “Synthesi: La pittura della memoria” presso l’Istituto di Cultura “Laurentianum” Duomo di Mestre – VE entrambe presentate da Enzo Di Martino e curate da Maurizio Pradella, mostre che hanno visto la partecipazione straordinaria delle Ferrovie dello Stato. Muore a Piombino Dese il 5 gennaio 2002.
Nel 2003 Venezia gli dedica la grande retrospettiva “Dalla pittura alla pittura” presso le sale espositive del Museo di Sant’Appollonia, mostra curata da Enzo Di Martino, poi trasferita anche al Museo Civico di Arte Contemporanea – Palazzo Farnese, a Ortona – CH. Nel 2006 il Comune di Chioggia, sua città natale, gli dedica la grande mostra antologica “Dalla pittura alla pittura” presso le sale del Museo Civico e, nel decennale della sua morte, la Città di Padova organizza una significativa retrospettiva presso il Centro Culturale Altinate S. Gaetano.
Nel 2016 la Città di Conegliano gli dedica a Palazzo Sarcinelli la mostra “I Boscolo”, mettendo a confronto opere e contenuti del padre Domenico e del figlio Salvino. Sue opere sono presenti in numerosi Musei e importanti collezioni pubbliche e private, con pubblicazioni su riviste e libri d’arte.
Altre sue importanti personali: Galleria San Giorgio – Mestre – VE (1960-1961-1962-1965-1969-1986-1987); Galleria Abril – Madrid – Spagna (1961-1962); Palazzo Tomitano – Feltre – BL; Galleria Il Giorno – Milano; Galleria Del Circolo – Brescia; Galleria La Riviera – Treviso; Galleria Il Castello – Trento (1963); Galleria Il Traghetto – Venezia (1964); Galleria La Chiocciola – Padova; Palazzo delle Esposizioni – Roma (1965); Galleria Arno – Firenze; Galleria Internazionale – Venezia (1966); Galleria Pro Padova – Padova (1969-1971-1972); Galleria 42 – Bologna (1969); “Per una Crocifissione” Istituto di Cultura Laurentianum – Mestre – VE e Galleria d’Arte Moderna – Cavarzere – VE (1971); Galleria Flaviostocco – Mestre – VE; “Opere grafiche” Galleria d’Arte Al Carboncino – Campobasso; “Gli esclusi – incisioni” Galleria Venezia Viva – Venezia; Galleria 23 – Brescia (1973); Galleria Flavio Stocco – Mestre – VE; Galleria Solferino – Milano; Galleria Ciruzzi – Padova (1974); “Battaglie” Galleria Flaviostocco – Mestre – VE (1975); Centro d’Arte San Vidal – Venezia (1975- 1993); Galleria Selearte – Padova (1976); Galleria Borgo – Treviso; Galleria L’Arcobaleno – Roma e Cosenza (1978); Galleria Il Sigillo – Padova; “Arte Sacra” Galleria Al Tezzon – Camposampiero – PD (1982); “Dipinti e disegni di Arte Sacra” Museo di Sant’Apollonia – Venezia (1982-1986-1987); “Il paesaggio ritrovato” Galleria Al Tezzon – Camposampiero – PD (1983); Galleria Fidesarte – Mestre – VE (1993); Galleria del Sagittario – Padova (1996); “Incisioni” Galleria Flaviostocco – Castelfranco Veneto – TV (1998); “Boscolo Natta ultimo periodo” Galleria Flaviostocco – Castelfranco Veneto – TV (2002); “Omaggio a Boscolo Natta” Ca’ Lozzio Incontri – Oderzo – TV (2004). 169 Altre collettive e premi: Premio Mestre (1958, 1959, 1960, 1961, 1962, 1963, 1964, 1965 e 1968); “Artisti Italiani Contemporanei” Trento; Biennale dell’Incisione Italiana – Venezia; Premio San Vidal – Venezia (1960); IV Premio Nazionale “Città di Grosseto” – Grosseto (1962); Galleria Del Sagittario – Milano; Galleria Del Circolo – Brescia; Galleria Ghel – Verona (1964); Galleria La Chiocciola – Padova (1966); “Basaglia-Boscolo Natta-Dinetto-Gianquinto-Mancini, Nuovo Realismo” Istituto di Cultura Laurentianum Duomo di Mestre – VE; “Incisioni dedicate alla Resistenza” Galleria dell’Incisione Venezia Viva – Venezia (1970); “Maestri d’oggi” Galleria Antenore – Padova (1971); Biennale “Triveneta delle Arti” Villa Contarini – Piazzo- la Sul Brenta – PD (1975, 1977, 1979, 1981); “Vitalità del Dipingere” e “San Francesco oggi” Galleria San Vidal – Venezia (1980); “Homo Homini” Centro Culturale P. M. Kolbe – Mestre – VE e Roma; “La figura di Cristo” Galleria La Cupola – Padova; “Viaggio all’Interno” Scoletta dei Batioro – Venezia (1984); “Biennale d’Arte Sacra” Museo d’Arte Sacra – Venezia (1985, 1987, 1989); “1788-1988 Art Today” Australian Bicencentenary – Veneto Region – Australia (1988); “Sembianze per un Lessico Familiare” Palazzo Foscolo – Oderzo – TV; “Il Sentiero nell’Arte” Lentiai – BL; “25 Artisti interpretano la Natività” Abbazia Santa Maria – Follina – TV (1995); “Una stazione per l’arte” Stazione ferroviaria Venezia S. Lucia – Venezia (1996); “Basaglia – Boscolo Natta – Magnolato” Centro Sociale – Ragogna – UD; “La Spiritualità dell’Uomo Oggi” Centro d’Arte San Vidal – Venezia (1998); “Il Sacro nell’arte contemporanea” Basilica Madonna dei Miracoli – Motta di Livenza – TV (2000); “I percorsi del segno” Padiglione Cornaro, Ex Macello – Padova; “Dodici Maestri Veneti ai Templari” Palazzo Bachelet, Foresteria dei Templari – Ormelle – TV (2003); “Collezione perma- nente” Museo d’Arte dello Splendore – Giulianova – TE (2004); “Settembre in dodici maestri” Galleria XX Settembre – Conegliano Veneto – TV; “Omaggio a Basaglia, Boscolo Natta, Gianquinto, Zotti” Galleria Flaviostocco – Castelfranco Veneto – TV (2008); “Nel paesaggio” Villa Brandolini – Pieve di Soligo – TV; “Arte: Storia e contemporaneità” Castelfranco Veneto – TV (2010); “Balest, Boscolo Natta, Zotti” Centro espositivo Veneta Artigianale – Venezia (2011); “I Boscolo” Ca’ Lozzio Incontri – Piavon di Oderzo – TV (2013).
Carmelo Zotti. Nel segno del realismo mitico
Inaugurazione della Mostra sabato 11 dicembre 2021 | h 17:00
Opere in mostra dal 12 Dicembre 2021 al 30 Gennaio 2022
Orario di apertura | dalle ore 15:00 - 18:00
entrata libera
12, 18-19 dicembre 2021
8-9 gennaio 2022
entrata su prenotazione
dal 27 al 31 dicembre 2021
15-16, 22-23, 29-30 gennaio 2022
Fondazione Gianni Ambrogio Piazza Municipio, 42 - Mareno di Piave - TV
Carmelo Zotti nasce a Trieste nel 1933. Trascorsa l'infanzia si trasferisce a Venezia dove, allievo di Bruno Saetti, frequenta l'Accademia di Belle Arti. Nel 1954, rivelandosi tra i giovani artisti più promettenti, vince il primo premio dell'Opera Bevilacqua La Masa; del 1956 è la sua prima partecipazione alla Biennale di Venezia mentre nel '58 consegue il primo premio alla Biennale Internazionale dei giovani e il Premio Longo alla XXXII Biennale Internazionale di Venezia. Da questo momento si apre una lunga e prestigiosa attività espositiva che è costellata da numerose rassegne personali tra cui si ricordano la retrospettiva al Museo d'Arte Moderna Cà Pesaro di Venezia (1995) e l'antologica al Museo della Permanente di Milano (2007).
A Venezia è nata la propensione di Zotti verso un mondo mitico e favoloso. Le molteplici esperienze in Egitto, in India, in Birmania e in Messico, gli anni dell'Accademia e la vicinanza di un maestro come Saetti, lo orientarono ad una decantazione irreale e sontuosa del colore, di fondo bizantineggiante.
A partire dalla metà degli anni Sessanta, la sua peculiare maniera si è sempre più delineata in una rievocazione, in chiave onirica e metafisica, di un mondo favoloso ricco di ancestrali richiami.
Successivamente Zotti ha reso più nervoso e libero il segno, più acceso e sciolto il colore, imprimendo un carattere espressionista alle sue rappresentazioni. Col passare degli anni la maturazione artistica ed esistenziale di Zotti ha portato la sua pittura a seguire modi e tempi del tutto autonomi, quasi contro corrente.Ha tenuto la cattedra di Pittura all'Accademia di Belle Arti di Venezia dal 1973 al 1990.
Il 16 maggio del 2007 si è spento nella sua casa di Treviso mentre era ancora in corso l’antologica a lui dedicata nella Galleria Civica di Palazzo Loffredo a Potenza.
Opere dal 1970 al 2019 Luigi Voltolina Traiettorie dell’apparire
Inaugurazione della Mostra sabato 7 dicembre 2019 | h 17.00
La mostra rimarrà aperta dal 7 dicembre 2019 al 12 gennaio 2020
Orario di apertura
Sabato e domenica | ore 15.00 - 18.30
Fondazione Gianni Ambrogio Piazza Municipio, 42 - Mareno di Piave - TV
Luigi Voltolina è nato nel 1942 a Valona (Albania). Ha esposto per la prima volta nel 1963 a Venezia nella Galleria Venezia. Successivamente, ha partecipato a importanti manifestazioni d'arte quali la X Quadriennale di Roma (1975), Teleitalia Usa (New York, 1984), la mostra itinerante Nuovo Espressionismo europeo in Francia (1984), la Biennale d'Arte di Malta (1988) ecc.Sue personali sono state allestite a Venezia, Zurigo, Parigi, Verona, Ginevra, Roma, Madrid, Buenos Aires, Firenze, Barcellona, Milano, Anversa, Miami, Vienna, Düsseldorf, New York ecc.
Dal 1996 è fra gli artisti in permanenza alla Juno Gallery di New York.
Vive e lavora a Mestre (Venezia).
Dal 10 novembre 2019 al 6 gennaio 2020, presso Palazzo Todesco a Vittorio Veneto
ASPETTI DELL'ARTE ITALIANA PRESENTE
La mostra di un gruppo di giovani artisti emergenti nel panorama artistico nazionale ed internazionale. L'inaugurazione si tiene domenica 10 novembre alle ore 11.00 al Ridotto del Teatro Da Ponte.
A cura della Fondazione Gianni Ambrogio: tel. 320 0412729.
Orario:
sabato e domenica dalle 10.30-12.30 e 15.30-18.30.
Info:
Iat Vittorio Veneto tel. 0438 57243
Ingresso libero